BIOGRAFIE

Newton, Isaac


Newton, Isaac (Woolsthorpe, Lincolnshire, 1642-Kensington, Londra, 1727). Fisico e matematico inglese. Brillante studente al Trinity College di Cambridge, fu costretto a lasciarlo per sfuggire alla peste che imperversava a Londra (1665-66) e nei territori vicini; tornato al paese natale, secondo l’aneddoto divenuto celebre e raccontato per la prima volta da Voltaire, dall’osservazione della caduta di una mela dall’albero intuì quella che poi sarebbe divenuta la legge della gravitazione universale. Ripresi e completati gli studi, nel 1669 divenne docente a Cambridge prendendo il posto del suo maestro, il matematico Isaac Barrow, e conservandolo fino al 1695. Fu quello il periodo più fecondo della sua attività scientifica: ad esso risalgono infatti la scoperta della scomposizione della luce bianca nei colori dell’iride, la formulazione definitiva della legge della gravitazione universale, la pubblicazione del suo capolavoro, Philosophiae naturalis principia mathematica (“Princìpi matematici della filosofia naturale”, 1687), rivoluzionaria sintesi dell’opera di Galileo e di Keplero, oltre che sua, accolta trionfalmente in Inghilterra e Olanda, e avversata invece in altre parti d’Europa dove all’empirismo newtoniano si contrapponeva il razionalismo imperante (tra i suoi avversari ci fu Leibniz, con il quale egli ebbe una contesa a proposito della paternità dell’invenzione del calcolo infinitesimale). Solo in seguito Voltaire e gli illuministi daranno a Newton il riconoscimento che la sua opera meritava. Ciò non toglie che lo scienziato avesse comunque raggiunto la fama mentre era in vita, arrivando anche a ricoprire il ruolo di deputato in Parlamento (1689-90). Nel 1692 fu colpito da un forte esaurimento, forse a seguito dell’incendio scoppiato mentre conduceva degli esperimenti di chimica: la distruzione del laboratorio e dei suoi appunti segnò in pratica la fine della sua attività scientifica più innovativa. Nel periodo successivo fu incaricato di progettare una riforma monetaria (1695); nel 1699 fu nominato direttore della Zecca di Londra; nel 1703 divenne presidente della Royal Society e nel 1705 la regina Anna gli conferì il titolo onorifico di sir.

I funerali solenni che gli vennero tributati, con una grandissima affluenza di pubblico, riflettevano il giudizio che i concittadini avevano maturato nei suoi confronti. A tale giudizio avevano contribuito, oltre ai suoi scritti più famosi, anche opere minori che egli aveva dedicato ad argomenti di cosmologia, teologia, cronologia, e soprattutto lo spirito con cui egli aveva affrontato lo studio della natura, frutto di una visione unitaria destinata a insediarsi stabilmente nella concezione della scienza.

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